L'arte di "saper stare" in un oceano di autenticità: la presenza costante di me stessa

Quando la solitudine smette di essere percepita come un'assenza e diventa una compagnia tangibile, si trasforma nel lusso più grande che un essere umano possa concedersi: la libertà assoluta dal bisogno.




Fin da bambina, ho sempre sentito di risuonare con una frequenza diversa, intimamente connessa a un infinito continuo presente. Per me, nuotare nell'oceano dell'autenticità non è mai stato uno sforzo, ma l'unico spazio naturale in cui riuscissi a respirare. Vedevo le maschere sgretolarsi ancor prima che le persone aprissero bocca, cercando fin da allora solo la verità nuda, cruda e luminosa delle anime.

Nel mio percorso di crescita, attraverso esperienze e viaggi che mi hanno scavata dentro, ho ricevuto in dono la chiave di lettura definitiva: la consapevolezza che non ci manca assolutamente nulla.

Che siamo già interi !

Ho imparato che la vita va osservata con grazia mentre accade: se un'anima si presenta disarmata la si accoglie, se passa oltre si continua semplicemente a godere della propria interezza, perché l'esistenza è, di per sé, pura bellezza. È stato lì che ho scelto di fidarmi visceralmente della mia intelligenza più profonda: il mio intuito.
Oggi, da donna consapevole, vedo con estrema lucidità quanto sia raro incrociare chi "sa stare". Saper stare nel fuoco delle emozioni, abitare i silenzi senza il bisogno compulsivo di fuggire, di riempire i vuoti con distrazioni superficiali o di barricarsi dietro ruoli e armature per non perdere il controllo. Ovvio, sono umana anche io.
La profondità non è la perfezione di chi non cede mai. Posso errare, posso sentire il mio corpo che si irrigidisce come una corda di violino quando la dissonanza attorno a me è troppa, e ho il sacrosanto bisogno di fare un passo indietro, cercare il mio spazio e tornare a respirare.
Ma la differenza è che io vivo tutto questo con totale consapevolezza. Non maschero i miei limiti, non do la colpa all'universo e non fuggo da me stessa: me ne prendo cura, senza farne ricadere il peso tossico su chi ho di fronte. La vera presenza non scappa davanti all'intensità: ti guarda negli occhi, resta radicata, solida e non arretra di un millimetro.

Ho scelto di non rimpicciolire la vastità che mi rappresenta per far stare comode le paure altrui.

INNER SELF


Mantengo il mio cancello socchiuso, ben consapevole che solo chi non teme il puro sentire ha il coraggio di varcarlo senza scudi. E mentre osservo lo scorrere della vita, resto immersa in questo mio spazio sacro che non è mai stato un rifugio da cui scappare dal mondo, ma la presenza costante, pacifica e vibrante di me stessa.




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